nordahl ha scritto: ieri, 18:41
Scendono le quotazioni di Glasner e salgono quelle di Ruben Amorim.
Che non mi piace, per alcuni motivi.
1) Ha poca esperienza, di fatto ha allenato solo Braga (13 partite), Sporting Lisbona e Manchester United. E nel Regno Unito è andato malissimo (15° posto il primo anno, esonero il secondo) ad onor del vero c'è da dire che a Lisbona ha vinto scudetto, due coppe del Portogallo e supercoppa nazionale
2) E' portoghese, e dopo le esperienze di Fonseca e Sergio Conceicao, francamente eviterei lusitani (nulla contro il Portogallo, tra una settimana ci andrò in ferie e farò incetta di Pasteis de Nata

)
3) Non ha esperienza di Serie A, nemmeno da giocatore
Premetto che, secondo me, Amorim, Glasner, Jaissle o qualsiasi altro allenatore venga scelto sono destinati a fallire se prima non si fa chiarezza all'interno della società. Servono una struttura definita, una linea guida precisa e ruoli ben delineati. Senza queste basi, nessun progetto tecnico può funzionare.
Inoltre, Ibra continuerà ad avere un ruolo centrale e abbiamo già visto quali sono le sue modalità operative e le sue priorità, spesso più orientate ad altri aspetti che al supporto quotidiano dell'allenatore per usare un eufemismo. Di Cardinale, poi, sappiamo ormai tutto, la sua presenza è sporadica e il coinvolgimento è solo per il business stadio-rivendita-profitto.
Va anche detto che una stagione vincente si costruisce tra febbraio e marzo, quando una società ha già una dirigenza definita, una strategia chiara e ha confermato l'allenatore oppure individuato il suo successore. Non si pianifica a metà giugno con ruoli chiave ancora scoperti e con molte decisioni fondamentali ancora da prendere.
Su Amorim, invece penso che il suo Sporting giocava un calcio spettacolare e giudicarlo esclusivamente per quanto fatto al Manchester United mi sembra riduttivo. Lo United è una società che da anni vive enormi problemi organizzativi e gestionali, forse persino maggiori di quelli del Milan, nonostante investa cifre enormemente superiori, li hanno fallito in molti.
Tra i nomi circolati finora, Amorim è probabilmente quello che mi convince di più. Quanto alla sua mancata esperienza in Serie A, ritengo che sia un vecchio pregiudizio del calcio italiano. Se la Serie A non avrà il coraggio di aprirsi a tecnici con idee nuove e approcci diversi, come ha fatto la Premier League ormai da molti anni, continuerà a essere un campionato spesso conservatore, poco innovativo e meno competitivo rispetto ad altri grandi tornei europei legata ad allenatori tipo Allegri che sono l'emblema di cosa è diventato il nostro calcio anzi di quello che è rimasto.
L'idea Amorim mii piace anche molto. Il problema, però, non è l'allenatore, il problema è che oggi manca tutto ciò che dovrebbe esserci prima dell'allenatore, ovvero una struttura societaria solida e una direzione chiara. Senza quella base, nessun tecnico può fare bene.